Il nome Guarda deriva da “
Guardia” con esso si allude spesso all’esistenza di un posto di guardia, ma, più semplicemente, nel caso di Guarda Veneta, indica una località che si trova in un sito sopraelevato rispetto al territorio circostante. La parola deriva dalla voce germanica “Warda”, di analogo significato, attribuibile, forse, ai longobardi, per quanto qualche studioso la definisca una formazione gotica. Guarda, dunque, “luogo elevato”. Per quanto concerne la specificazione “Veneta” occorre rifarsi alla storia del centro. Le prime notizie di Guarda risalgono al 938: “Gardilliana” viene citata nel testamento del marchese Almerico. Ma l’origine della comunità di Guarda, come quella della dirimpettaia Guarda Ferrarese, risale al periodo successivo la Rotta del Po di Ficarolo (1150), quando i necessari ed urgenti lavori di arginatura attirarono qui molte famiglie di lavoratori. Addirittura, sembra che il nuovo corso del Po avesse diviso l’abitato preesistente, formando due nuove comunità: Guarda, poi Ferrarese, alla sua destra, e “Guardazzola” o “Guarda minore”, poi Guarda Veneta, alla sua sinistra.
Incorporata nella Contea di Rovigo, passò agli Estensi nel 1221 e vi rimase soggetta pressoché ininterrottamente fino alla pace di Bagnolo (Brescia) che chiuse la “guerra del sale” (1482-1484) tra Ferrara e la Repubblica di San Marco e che vide il Polesine di Rovigo passare sotto il dominio della Serenissima. Fu al centro di uno scontro navale memorabile passato alla storia come la battaglia della Polesella (1509): in verità i ferraresi, attraverso fori praticati negli argini, inflissero una dura sconfitta alle galere veneziane sul Giaròn, un isolotto sul Po (che appartiene al comune di Guarda Veneta) poco oltre la località Quarti, così chiamata dai veneziani perché le guardie si alternavano ogni quarto di giornata. Nonostante la sconfitta patita Guarda restò alla Serenissima fino al 1797 (trattato di Campoformio). Intorno al cinquecento la Veneta Repubblica, dominatrice dei mari, che mal soffriva il piccolo ed in parte inospite territorio, insufficiente all’espansione del suo popolo, intraprese quelle colossali opere di bonifica che cambiarono le melmose nostre palaghe in ubertose terre.
Non fa quindi meraviglia se i nobili Veneziani, nella solitudine campestre di questi luoghi, fra la lussureggiante flora delle rive padane, nella idillica bellezza agreste ricercarono spesso riposo e tranquillità alla fortunosa e conquistatrice vita dei mari. Di qui Donà, i Morosini, i Venier, i Vendramin, i Bianchi, i Fiaschi, i Bonarelli si fabbricarono le loro ville, alcune delle quali mostrano ancora l’antica grandiosità e legarono il nome alle nostre campagne. Attraversò tutto un periodo di innovazioni (ora sotto l’Austria, ora sotto Napoleone) fino al 1814, quando fu incorporata nel Regno lombardo-veneto. Col 1866 Guarda Veneta con il resto del Veneto passò al regno d’Italia. Fu eretta in parrocchia nel XVI secolo, la chiesa primitiva risulta costruita attorno al 1500 e demolita attorno al 1580, fu subito ricostruita, nello stesso luogo, ma con orientamento diverso. L’interno della Chiesa Parrocchiale, dedicata a «San Domenico di Guzman», presenta una sola navata con il soffitto impreziosito da affreschi di Giovan Battista Canal (XVIII secolo), raffiguranti nella parte centrale le tre Virtù Teologali e le quattro virtù Cardinali, sopra la porta centrale è situato l’organo costruito da Gaetano Callido nel 1783, opera n. 199. Annesso alla parrocchiale è il Battistero di recente costruzione (1960), particolarmente ricco di mosaici, e la torre campanaria dalla pronunciata cuspide a forma piramidale. La festa della Madonna Addolorata il Lunedì di Pasqua è molto sentita dai fedeli della comunità ed ha origine antiche. Forse risale all’epoca della consacrazione dell’altare dedicato alla Madonna. Oltre alla chiesa parrocchiale vi è anche l’Oratorio della Madonna della Salute sito nella piccola borgata denominata Madonnina in direzione Pontecchio Polesine. Il caratteristico ed antico Oratorio a forma ottagonale nella parte alta è stato costruito verso il 1750. All’interno della piccola chiesetta era esposta alla venerazione dei fedeli un’antica icona, con l’immagine della Madonna col bambino, di autore ignoto. Il quadro, lesionato da una scheggia di granata nel mese di aprile 1945, è stato rubato nel novembre del 1993 e non ancora ritrovato. 
Il paese si estende per una superficie di 17,31 Kmq ed è locata al centro dei comuni che aderiscono all’Unione dell’ Eridano, conta una popolazione di 1168 abitanti. Paese rivierasco del Po non può non godere dei bellissimi scorci che questo grande fiume offre per gli appassionati della natura, dove possono essere praticate le più svariate attività legate le tempo libero, come le attività venatorie, la raccolta dei funghi, dalle passeggiate a cavallo e le gite in bicicletta, che ora è possibile fare grazie alla realizzazione della pista ciclabile che collega il Po all’Adige, passando per Rovigo e Pontecchio Polesine. Senza parlare poi della “Corri Guarda”, manifestazione sportiva che richiama ogni anno centinaia di podisti. L’economia si basa soprattutto sull’agricoltura, dove le aziende agricole presenti sul territorio comunale, secondo i dati dell’ultimo censimento generale dell’agricoltura sono 111 di cui 98 impegnano esclusivamente o in maniera prevalente manodopera famigliare e occupano una superficie di 1581.52 ettari, le loro culture sono per la maggior parte cerealicole e due aziende dedicate all’allevamento di bovini e ovini
, conta inoltre 59 imprese presenti nel territorio di cui 27 artigiane dove operano 145 addetti.
E’ in fase di realizzazione un nuovo insediamento residenziale da parte di COSECON S.p.A., situato nelle immediate vicinanze del centro cittadino a nord di via Eridania ovest, la lottizzazione è costituita da 24 lotti e come integrazione alla residenza sono consentiti negozi, botteghe artigiane e uffici.
Località del Comune
- Località BORGO MOIA
- Località CASE ZUECCA
- Località LA ROCCATA
- Località QUARTI